I bambini nascono come poesie
Thursday, March 25, 2010 ore 9:00 AMDal racconto di Davide Rondoni (FABBRI EDITORI)
Adattamento teatrale e canzoni di Carlo Pastori
Con Carlo Pastori e Simone Curci
Regia di Carlo Rossi
I bambini nascono come le poesie, di Davide
Rondoni (Fabbri Editori) è un testo che mette in
scena un paradossale esame di medicina, in cui il
candidato spiega a un esterreffatto, accigliatissimo
e buffo “superprofessore” che i bambini nascono,
appunto, come nasce una poesia.
Finalità didattiche dello spettacolo
Tutto il testo di I BAMBINI NASCONO COME LE POESIE è basato sulla grande novità che 1 + 1 fa 3.
Non si scandalizzino gli insegnanti di matematica!
1 + 1 fa davvero 3, nel senso che se tra il papà e la mamma c'è un incontro d'amore, ecco che dopo un po' nasce un bambino o una bambina e questa ne è la dimostrazione tangibile. Il tuo babbo + la tua mamma fanno te.
Quindi, uno più uno fa tre.
Un esame è sempre un esame, con tutto il carico di responsabilità e tensione che ne deriva, sia per l'interrogato sia per chi ha il compito di fare le domande e dare un giudizio.
Il racconto scritto dal poeta Davide Rondoni I BAMBINI NASCONO COME LE POESIE mette in scena un esame molto particolare, in cui uno strano e allampanato professore, noto tra i suoi studenti per la sua ferocia nell'interrogare, viene preso in contropiede da un ragazzino di nome Il-Prossimo, il quale gli rivela verità forse non troppo in linea con la scienza, ma sicuramente incontestabili e veritiere circa il concepimento e la nascita di un bambino, che hanno molto in comune con il concepimento e la nascita di una poesia.
Nei papà e nei poeti c'è un seme.
Anche nella mamma c'è un seme, a forma di luna.
E quando il piccolo aquilone del papà raggiunge la piccola luna della mamma, ecco che abbiamo un nuovo bambino.
E quando un poeta vede un fatto straordinario, come un piccolo aquilone che spezza il filo e arriva fino alla luna, abbiamo una nuova poesia.
Si, perchè per i poeti la luna, la donna, una foglia, un volo di rondini, sono come una bella donna per i papà. Tutta la realtà per i poeti è un incontro d'amore!
Il-Prossimo queste cose le sa e non vede l'ora di correre con la sua bicicletta per tutta l'estate. Per questo ha deciso di dire al professor Lapislazzulo Lapislazzuli tutto quello che sa in fatto di nascita di bambini, di miracoli e di poesia.
Lo spettacolo utilizza il linguaggio della comicità (nel rapporto tra il professore e il bambino ma anche attraverso la figura del bidello Rizieri, che ha imparato un sacco di cose grazie al fatto di origliare nel corso delle sessioni d'esame) ed invita gli spettatori ad entrare nel gioco dell'immaginazione, attraverso l'utilizzo di pochi oggetti (fiori e alberi che si “impiantano” sul palco, un tamburo che si trasforma in luna, cappelli che permettono cambi repentini di personaggi).
Tutta la parte finale dello spettacolo è la spigazione “tecnica” di come nascono i bambini, a partire dal concepimento, attraverso l'utilizzo di delicate metafore, quali quelle nate dalla penna del poeta Davide Rondoni.